Un mutuo firmato in due, un figlio in arrivo, uno stipendio che regge gran parte delle spese di casa: prima o poi arriva la domanda. Se a uno di noi succedesse qualcosa, l’altro come se la caverebbe? La polizza temporanea caso morte, o TCM, nasce per questo ed è più semplice di quanto sembri.
In questa guida vediamo cos’è una TCM, come ragionare su capitale e durata, come indicare i beneficiari quando siete sposati, uniti civilmente o conviventi, e perché il questionario sanitario va compilato con attenzione. Sono informazioni generali, non consulenza: questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza assicurativa o finanziaria. Per il vostro caso fanno fede il DIP Vita e le condizioni di contratto.
Secondo la guida IVASS «Le assicurazioni vita», la temporanea caso morte è la forma più diffusa di assicurazione per il caso di morte: ha una durata fissata da chi la sottoscrive, per esempio dieci o venti anni, e paga il capitale ai beneficiari solo se il decesso dell’assicurato avviene durante quel periodo. Se alla scadenza l’assicurato è vivo, l’impresa trattiene i premi versati.

È una protezione pura, non un salvadanaio. Diversa è la polizza «a vita intera», senza scadenza, e diverse ancora sono le polizze caso vita e miste, con una componente di risparmio o investimento.
Ha senso quando qualcuno dipende dal vostro reddito o c’è un debito da non lasciare all’altro: IVASS fa l’esempio di chi ha un mutuo ed è la principale fonte di reddito della famiglia.
Il contraente firma e paga i premi, l’assicurato è la persona sulla cui vita è stipulato il contratto, il beneficiario riceve il capitale. Spesso contraente e assicurato coincidono: lei assicura la propria vita e indica lui come beneficiario, e viceversa.
Potete anche assicurare la vita del partner, ma l’articolo 1919 del Codice civile è chiaro: l’assicurazione per il caso di morte di un terzo non è valida senza il suo consenso, che va provato per iscritto.
C’è anche un aspetto fiscale. Secondo la guida dell’Agenzia delle Entrate sui premi di assicurazione, per la detrazione IRPEF di regola contraente e assicurato devono coincidere (o deve trattarsi di un familiare fiscalmente a carico), mentre il beneficiario può essere chiunque. Per molte coppie la soluzione più lineare è quindi una polizza a testa, ognuno contraente e assicurato della propria.
Non esiste una cifra giusta per tutti. Partite da domande concrete:
Per la durata, IVASS fa l’esempio di farla coincidere con quella del mutuo. Il capitale può restare costante o scendere insieme al debito residuo: nella relazione al Regolamento ISVAP n. 40 del 2012, sulle polizze abbinate ai mutui, la TCM a capitale decrescente è l’offerta base, ma resta possibile un capitale costante che lasci qualcosa in più oltre al debito.
Il premio dipende da garanzie e capitale, ma anche da età, salute, abitudini come il fumo e professione dell’assicurato: due partner possono ricevere preventivi diversi. Confrontate le offerte di più imprese.
L’articolo 1920 del Codice civile permette di designare il beneficiario nel contratto, con una dichiarazione scritta successiva all’assicuratore o per testamento, anche in modo generico. Il beneficiario acquista un diritto proprio: come spiega IVASS, riceve la somma anche se non è erede e anche se gli eredi non sono d’accordo.
Qui lo stato della coppia conta. Con la legge 76/2016 alle parti dell’unione civile si applicano le norme del Codice civile sulle successioni legittime (comma 21), come ai coniugi. I conviventi di fatto (comma 36) hanno invece altri diritti, ma la legge non li inserisce tra gli eredi legittimi: con una formula generica come «i miei eredi legittimi» il partner convivente rischia di restare fuori. La regola pratica, che IVASS consiglia a tutti, è scrivere nome e cognome e dare all’impresa i recapiti per rintracciare il beneficiario.
| Situazione | Cosa controllare | Riferimento |
|---|---|---|
| Coppia sposata | Formula generica o nome e cognome: meglio nominativo e recapiti aggiornati | Art. 1920 c.c.; guida IVASS |
| Unione civile | Valgono le norme sulle successioni legittime come per i coniugi; il nome resta la scelta più chiara | Legge 76/2016, comma 21 |
| Conviventi di fatto | Indicare il partner con nome e cognome, non come «eredi legittimi» | Legge 76/2016, comma 36; art. 1920 c.c. |
| Fine della relazione | La designazione si può cambiare per iscritto o per testamento, salvo rinuncia scritta alla revoca | Art. 1921 c.c. |
| Polizza sulla vita del partner | Serve il suo consenso scritto | Art. 1919 c.c. |
| Partner che non sa della polizza | Dirlo a lui o a lei, o indicare una persona di fiducia che lo avvisi | Guida IVASS; polizze dormienti |
Dati aggiornati a ottobre 2026, al momento della stesura: norme e indicazioni possono cambiare, quindi verificate sempre il testo vigente su Normattiva e le condizioni della vostra polizza.
Attenzione: se la relazione finisce, la designazione non cambia da sola. Per l’articolo 1921 va revocata con le stesse forme.
Secondo IVASS dovete rendere dichiarazioni esatte, complete e veritiere sul rischio, spesso tramite un questionario sanitario, e comunicare un eventuale cambio di professione.
Non è una formalità. Per gli articoli 1892 e 1893 del Codice civile, dichiarazioni inesatte o reticenze possono portare all’annullamento del contratto se c’è dolo o colpa grave; senza dolo o colpa grave l’impresa può recedere oppure ridurre la somma dovuta in proporzione. Tradotto: il capitale che pensavate di lasciare al partner potrebbe non arrivare, o arrivare ridotto.
Rispondete a ogni domanda, conservate una copia e chiedete chiarimenti per iscritto sui punti dubbi. Nei suoi esempi di reclamo IVASS osserva che una semplice dichiarazione prestampata di buona salute, in generale, non basta.
Prima della stipula ricevete il DIP Vita e il DIP aggiuntivo, con rischio assicurato, esclusioni, pagamento del premio e limiti della copertura. Leggeteli in due.
Altri punti utili, dalle pagine IVASS:
Quanto al fisco, l’Agenzia delle Entrate indica che i premi per il rischio di morte sono detraibili dall’IRPEF fino a un importo complessivo di 530 euro (al momento della stesura, ottobre 2026), con pagamento tracciabile; per i redditi più alti la detrazione si riduce.
Se state mettendo ordine nelle coperture di casa, può esservi utile anche la nostra guida all’assicurazione casa per coppie conviventi.
No. Nella TCM il capitale si paga solo se il decesso avviene durante il contratto; se l’assicurato è vivo alla scadenza, l’impresa trattiene i premi. Chi cerca un risparmio deve guardare ad altri prodotti.
Sì: l’articolo 1920 del Codice civile ammette l’assicurazione a favore di un terzo, e il beneficiario non deve essere un erede. Poiché il convivente di fatto non è tra gli eredi legittimi, indicatelo con nome, cognome e recapiti, non con formule generiche.
Ditelo, o lasciate le indicazioni a una persona di fiducia. In caso di dubbio, IVASS segnala il servizio gratuito «Ricerca polizze vita» dell’ANIA, che inoltra la richiesta alle imprese. Attenzione ai tempi: per l’articolo 2952 del Codice civile i diritti derivanti dalle polizze vita si prescrivono in dieci anni, poi le somme non riscosse passano al Fondo rapporti dormienti.
Parlare di TCM non è allegro, ma è un gesto di cura concreto. Decidete insieme a cosa serve il capitale, legate la durata ai vostri progetti, scrivete il nome del partner tra i beneficiari e compilate il questionario con attenzione. E rileggete la designazione quando la vita cambia: matrimonio, unione civile, un figlio, una separazione.