Un pallone sulla finestra del vicino, una perdita d’acqua che macchia il soffitto del piano di sotto, il cane che fa cadere un passante. Oppure la bici elettrica ricevuta a Natale che, alla prima uscita, graffia un’auto parcheggiata. Incidenti piccoli e quotidiani, ma il risarcimento tocca a chi li ha causati. La responsabilità civile del capofamiglia, chiamata anche RC della vita privata, serve proprio a questo.
In questa guida vediamo chi copre quando vivete in due, perché il partner di solito non è considerato «terzo», cosa succede con animali, figli e oggetti prestati e quali clausole leggere prima di firmare. Sono informazioni generali, non consulenza: questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza assicurativa. Per il vostro caso fanno fede il DIP e le condizioni di assicurazione del prodotto che state valutando.
Il punto di partenza è l’articolo 2043 del Codice civile: qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto obbliga chi lo ha commesso a risarcirlo. La polizza di responsabilità civile, spiega la guida IVASS «Le assicurazioni della responsabilità civile» (seconda edizione, luglio 2024), non impedisce gli incidenti ma protegge il vostro patrimonio: entro i limiti del contratto, l’impresa paga al posto vostro il risarcimento dovuto al danneggiato.

Il nome «capofamiglia» trae in inganno. Secondo IVASS non è assicurata soltanto la persona che firma, ma anche chi fa parte del suo nucleo familiare, per i danni causati nella vita privata, non solo dentro casa ma anche fuori, a seconda di quanto prevede il contratto. Si può anche estendere la copertura agli animali da compagnia e ai collaboratori domestici.
Due limiti di fondo: per l’articolo 1917 del Codice civile sono esclusi i danni da fatti dolosi, cioè fatti apposta, e le attività di lavoro restano fuori. A differenza della RC auto, poi, la guida IVASS non la elenca tra le assicurazioni obbligatorie: è una scelta.
Conta come il contratto definisce gli assicurati. Nel set informativo «Casa e Famiglia» di Verti (edizione 5 ottobre 2026), per esempio, la RC vita privata vale anche per il coniuge, il convivente more uxorio e i loro parenti e affini, «a condizione che siano stabilmente conviventi» con l’assicurato. Nel glossario dello stesso documento, il familiare convivente è chi risulta dallo stato di famiglia.
In pratica: se convivete e risultate nello stesso stato di famiglia, una sola polizza può coprire entrambi. Se invece state insieme ma vivete in case diverse, il partner con ogni probabilità non rientra tra gli assicurati e gli serve una copertura propria. Quando andate a vivere insieme, chiedete all’impresa di confermare per iscritto che il nuovo convivente è incluso.
La RC paga i danni causati ad altri, ma nei contratti le persone più vicine di solito non sono «terzi». Verti esclude espressamente coniuge, convivente more uxorio, genitori, figli e gli altri parenti o affini conviventi. Il DIP aggiuntivo del modulo RC Capofamiglia di SFERA+ di Intesa Sanpaolo Protezione (aggiornato al 18/07/2026) esclude il coniuge, la persona unita civilmente, il convivente di fatto, i figli e ogni altra persona che convive con l’assicurato.
Tradotto: se lei urta il tavolo e fa cadere il portatile di lui, la RC del capofamiglia non paga. IVASS lo ricorda con un esempio: se il vostro cane morde un parente convivente, l’assicurazione potrebbe non indennizzarvi. Per i beni di casa servono altre garanzie, come quelle sul contenuto, di cui parliamo nella guida all’assicurazione casa per coppie conviventi.
Quattro punti su cui i prodotti cambiano di più:
| Cosa succede | Riferimento di legge | Cosa controllare nella polizza |
|---|---|---|
| Un vaso cade dal terrazzo sull’auto del vicino | Art. 2043 e 2051 c.c. | Conduzione dell’abitazione compresa nella RC |
| Un tubo si rompe e allaga il piano di sotto | Art. 2051 c.c. (cose in custodia) | Sottolimite per spargimento d’acqua e franchigia |
| Il cane fa cadere un passante | Art. 2052 c.c. | Animali inclusi o estensione dedicata, razze escluse |
| Il figlio rompe un vetro giocando | Art. 2048 c.c. | Figli minori conviventi tra gli assicurati |
| Danneggiate un oggetto prestato da un amico | Art. 2043 c.c. | Esclusione delle cose in consegna o custodia |
| Rompete il telefono del partner | Art. 2043 c.c. | Partner e familiari conviventi non sono terzi |
| Incidente con una bici elettrica | Art. 2043 c.c. | E-bike e monopattini inclusi o esclusi |
Dati aggiornati a ottobre 2026, al momento della stesura: le condizioni cambiano da un’impresa all’altra e nel tempo, quindi verificate sempre DIP e condizioni aggiornati prima di firmare.
Il massimale è l’importo massimo che l’impresa paga per sinistro: la parte di risarcimento che lo supera resta a vostro carico. La franchigia è la parte che pagate di tasca vostra. IVASS fa un esempio con una franchigia di 100 euro: se è «assoluta» e il danno è di 150 euro, l’impresa rimborsa 50 euro; se è «relativa», sotto i 100 euro non rimborsa nulla, ma sopra rimborsa l’intera somma. Lo scoperto funziona in modo simile, ma è una quota del danno invece di una cifra fissa.
Dalla guida IVASS anche altri controlli: se la polizza è «loss occurrence» (conta la data del fatto) o «claims made» (conta la data della richiesta di risarcimento), la durata, il tacito rinnovo e il preavviso per la disdetta. E prima di comprare guardate se la RC della vita privata è già inclusa nella polizza casa o in quella per l’animale, per evitare doppioni.
Se causate un danno, avvisate l’impresa appena ve ne accorgete o ricevete la richiesta di risarcimento. Secondo IVASS avete al massimo 2 anni dal giorno della richiesta del danneggiato per chiedere l’intervento dell’assicurazione. In caso di problemi, l’ufficio reclami dell’impresa deve rispondere entro 45 giorni; poi potete rivolgervi a IVASS.
Di solito sì: secondo IVASS opera nella vita privata, non soltanto in casa, ma dipende dal contratto. Verti, per esempio, la indica valida per i danni che avvengono in tutto il mondo.
In genere sì, perché i contratti estendono la copertura ai conviventi stabili o a chi risulta nello stato di famiglia. Con una polizza ciascuno, ognuno è assicurato per i danni che causa ad altri.
Di regola no: partner e familiari conviventi non sono considerati terzi. La RC copre i danni che il cane causa a persone esterne alla famiglia, se gli animali sono compresi o se avete aggiunto l’estensione dedicata.
La RC del capofamiglia protegge la coppia dai danni causati agli altri, non da quelli tra voi due. Prima di firmare controllate insieme chi è assicurato, cosa è escluso tra animali, bici elettriche e oggetti prestati, e quali massimali e franchigie si applicano. E se avete già una polizza casa, rileggetela: la copertura potrebbe esserci già.